30 risposte alle domande più frequenti sul diritto della RPC per
chi si affaccia sul mercato cinese
A quando risale la vigente
Costituzione della Repubblica Popolare Cinese?
La
Costituzione attualmente in vigore nella
Repubblica Polare Cinese risale al 1982: il suo testo originario ha
tuttavia subito alcuni emendamenti nel 1988, nel 1993, nel 1999 e,
da ultimo, nel 2004.
Esiste un codice civile in Cina?
Nella Repubblica Popolare Cinese non esiste un vero e proprio codice
civile, ma un corpus normativo assai breve, i
Principi Generali di Diritto Civile,
risalenti al 1986, che disciplinano i soggetti di diritto, i diritti
reali, le obbligazioni negoziali, la responsabilità civile ed il
diritto internazionale privato. Le altre aree tradizionalmente
disciplinate all’interno dei codici civili occidentali sono regolate
da leggi speciali (Legge sul matrimonio,
Legge sui contratti,
Legge sulle successioni,
ecc.).
Quali sono i settori in cui è
possibile effettuare investimenti stranieri?
I settori sono classificati all’interno del
Catalogo di orientamento per gli
investimenti esteri,
periodicamente aggiornato
dalla Commissione di Stato per lo Sviluppo e le Riforme. In
relazione ai vari settori, tale Catalogo suddivide gli investimenti
esteri tra proibiti, limitati e incoraggiati. Quei settori che non
rientrano nelle tre categorie citate sono da considerarsi aperti
agli investimenti stranieri.
La legislazione cinese consente la
costituzione di società ad investimento interamente estero?
È possibile costituire società a capitale interamente estero a
partire dal 1986, grazie alla
Legge sulle Wholly Foreign Owned Enterprises
(WFOE), modificata nel 1990 e nel 2000 e dal relativo Regolamento di
attuazione .
In un contratto di
Joint Venture, è possibile
scegliere un diritto applicabile diverso da quello cinese?
A differenza della generalità dei contratti che presentino un
collegamento con l’estero, per i quali vale il principio di libertà
di scelta delle parti del diritto nazionale applicabile, per il
contratto di joint venture
(si tratti di Equity Joint
Venture ovvero di
Contractual Joint Venture), ciò non è consentito, ai sensi
dell’art. 126 della
Legge sui contratti.
Come evitare che il marchio italiano
sia contraffatto in Cina?
È innanzitutto consigliabile registrare il marchio (anche la
trascrizione in cinese del nome italiano), secondo le modalità
indicate dalla
Legge marchi
e dal relativo Regolamento di attuazione. In particolare, sono
possibili due vie:
1. estensione della registrazione internazionale, presentando
richiesta alla World
International Property Organization;
2. registrazione diretta depositando apposita domanda presso
l’Ufficio Marchi cinese.
Esistono accordi tra Italia e Cina
in materia di tassazione degli investimenti e delle persone fisiche?
Sì, tra i due paesi è in vigore un
Accordo contro le doppie imposizioni
siglato a Pechino il 31 ottobre 1986: in base all’art. 2, rientrano
nell’ambito di applicazione della normativa tanto le imposte sul
reddito delle persone fisiche quanto quelle sul reddito delle
joint
ventures sino-estere e delle imprese estere.
Come è possibile ottenere tutela dei
diritti di proprietà intellettuale presso le dogane cinesi?
Alla luce del
Regolamento in materia di tutela doganale dei diritti di proprietà
intellettuale del 2004 (e della relativa
disciplina di attuazione), è possibile registrarsi presso le
autorità doganali cinesi (General
Administration of Customs, GAC): la registrazione garantisce una
protezione di durata decennale, rinnovabile alla scadenza. È
comunque possibile richiedere tutela (blocco dell’importazione o
esportazione delle merci sospette, previo deposito di cauzione),
anche in caso di mancata registrazione preventiva, presentando
tempestivamente apposita domanda e la documentazione necessaria.
A quali autorità cinesi rivolgersi
per lamentare violazioni della proprietà intellettuale?
In base al sistema vigente in Cina del cd. “doppio binario” (cfr.
Legge sul diritto d’autore,
Legge Marchi, ecc.) ,è possibile scegliere
tra il ricorso alle autorità amministrative di volta in volta
competenti (AIC, Copyright
Administration, …) e
l’azione giudiziaria dinanzi alle Corti specializzate
in materia di proprietà intellettuale, presenti in tutte le
province e principali città della Cina.
Cosa può essere brevettato in Cina?
In Cina possono essere brevettati invenzioni, modelli di utilità e
design, come definiti all’art. 2
Legge Brevetti.
Non sono brevettabili, invece, le scoperte scientifiche, le regole e
i metodi di ragionamento, i metodi diagnostici o terapeutici, le
varietà animali e vegetali e le sostanze ottenute mediante un
processo di trasformazione nucleare (art. 5
Legge Brevetti).
Occorre versare una tassa annuale
per le invenzioni brevettate in Cina?
Sì: il mancato versamento della tassa annuale è causa di estinzione
del brevetto ai sensi dell’art. 44
Legge Brevetti.
In caso di semplice ritardo, comunque contenuto entro il limite dei
6 mesi, è applicata una sanzione pecuniaria pari al 5%
dell’ammontare della tassa per ogni mese di ritardo.
Quanto dura la tutela del marchio
registrato in Cina?
La registrazione del marchio ha una validità di 10 anni, che può
essere rinnovata di volta in volta per 10 anni (art. 38
Legge Marchi).
Occorre ricordare che nel caso del marchio registrato in base all’Accordo
di Madrid sulla registrazione
internazionale dei marchi (vigente anche nella RPC dal 1989),
l’estinzione del marchio registrato nel paese di origine determinerà
l’estinzione anche del marchio registrato in via internazionale.
Come registrare un dominio internet
.cn e come tutelarlo?
La registrazione deve essere effettuata presso il
China Internet Network
Information Center (CNNIC) tramite un’agenzia di registrazione
autorizzata, mediante richiesta da presentarsi anche via internet o
per e-mail (Regolamento sui Domain
Names,
Regolamento di attuazione sulla
registrazione dei Domain Names).
È possibile ottenere tutela avverso le altrui registrazioni di
domain names in malafede
dinanzi alle commissioni arbitrali della CIETAC (China
International Economic and Trade Arbitration Commission) o
dell’HKIAC (Hong Kong
International Arbitration Centre) oppure innanzi ai giudici,
qualora la registrazione realizzi un atto di concorrenza sleale o la
violazione di un marchio registrato.
Di quale tutela può godere un
marchio che non sia stato registrato in Cina?
Le possibilità di ottenere tutela per un marchio non registrato in
Cina sono abbastanza limitate: in virtù della
Legge sulla concorrenza sleale e della
Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale,
è prevista la
cancellazione del marchio identico o imitativo rispetto ad un altro
marchio anche non registrato, ma è necessaria la prova – non
semplice da raggiungere su un piano di fatto - della malafede
altrui. Più ampia ed agevole la tutela del marchio non registrato
quando sia classificato dalle autorità cinesi come marchio rinomato
in Cina, ma si tratta un’ipotesi particolare (e marginale), data la
difficoltà di soddisfare i criteri di cui all’art. 14
Legge marchi e all’art. 3
Regolamento SAIC sui marchi rinomati.
Il contratto di licenza sul
copyright deve essere redatto per iscritto?
La
Legge sul diritto d’autore
richiede la forma scritta solo per i contratti di cessione oppure di
licenza esclusiva: in tali casi è necessaria altresì la
registrazione dell’accordo presso la competente
Copyright
Administration. Quando,
invece, la licenza sul
copyright non è esclusiva, la forma è libera (è quindi
sufficiente un semplice accordo orale).
Di quale tutela godono i segreti
commerciali in Cina?
In assenza di una normativa apposita, si fa riferimento alla
disciplina in materia di concorrenza sleale: in particolare, sono
sanzionati dal diritto cinese l’ottenimento del segreto commerciale
mediante furto, coercizione o
altri metodi “scorretti”, la sua divulgazione o utilizzazione
diretta o indiretta e la violazione di richieste o patti di non
divulgazione aventi ad oggetto informazioni a carattere
confidenziale (artt. 10 e 25,
Legge concorrenza sleale).
La legge cinese richiede l’obbligo
di registrazione del software?
In conformità con gli impegni assunti con l’adesione alla WTO, la
Cina ha abolito l’obbligo di registrare il
software. La
registrazione, pertanto, rappresenta adesso una opportunità lasciata
alla scelta del singolo come misura di cautela aggiuntiva (cfr.
Regolamento per la protezione del
software).
È indispensabile l’approvazione
delle autorità cinesi per i contratti di trasferimento di
tecnologia?
Solo alcuni contratti di trasferimento di tecnologia necessitano di
una specifica approvazione da parte delle autorità cinesi: ciò
avviene ogni qualvolta il contratto abbia ad oggetto una tecnologia
che la normativa cinese qualifichi come tecnologia soggetta a
restrizioni (restricted
technology). Per le tecnologie ad importazione/esportazione
libera (cd free technologies)
è sufficiente la semplice registrazione. Per la classificazione
delle tecnologia il
Regolamento sull’amministrazione dei trasferimenti di tecnologia
fa rinvio alla
Legge sul commercio estero e ad appositi
Cataloghi in materia.
Esistono clausole non ammesse dalla
legge cinese nei contratti di trasferimento di tecnologia?
Sì: sono le clausole che la legge cinese individua all’art. 29
Regolamento
sull’amministrazione dei trasferimenti di tecnologia,
qualificandole come restrittive. In particolare, non è consentito
imporre a colui che riceve la tecnologia clausole aggiuntive non
necessarie, limitazioni alla possibilità di apportare miglioramenti
alla tecnologia, restrizioni irragionevoli all’acquisto di materie
prime, alla produzione, all’esportazione, ecc.
È possibile utilizzare la
tecnologia, una volta scaduto il contratto avente ad oggetto il
relativo trasferimento?
Diversamente rispetto al passato, è possibile solo se espressamente
concordato dalle parti (art. 28
Regolamento sull’amministrazione dei trasferimenti di tecnologia):
in caso contrario, dopo la scadenza del contratto, la parte
fornitrice della tecnologia può opporsi a qualunque utilizzo sia
fatto dal soggetto che l’ha ricevuta.
Come si costituisce un Ufficio di
Rappresentanza in territorio cinese?
Nella maggior parte dei casi è sufficiente espletare le formalità di
registrazione dell’Ufficio di Rappresentanza presso gli uffici dell’Administration for Industry and Commerce (AIC). In alcuni settori
(banche, assicurazioni, revisione contabile, studi legali,
telecomunicazioni, ecc.) permane l’obbligo di ottenere la preventiva
approvazione da parte dei dipartimenti locali del
Ministero del Commercio
(MOFCOM o MOC).
Come possono le imprese straniere
assumere dipendenti cinesi?
A differenza delle società cinesi ad investimento estero -ammesse
all’assunzione diretta del personale-, le
Foreign Enterprises devono
rivolgersi ad apposite agenzie autorizzate per poter assumere
dipendenti.
In ogni caso, il contratto di lavoro, stipulato per iscritto, deve
essere autenticato dal competente
Labour Bureau: a tale
scopo, il contratto deve essere presentato, insieme alla
documentazione prevista dalla legge, nel termine di 1 mese dal
giorno in cui il dipendente ha preso servizio. Il contenuto minimo
del contratto è individuato dall’art. 19
Legge sul lavoro.
Sono previsti dei requisiti minimi
di capitalizzazione per le società cinesi?
La
Legge sulle società prevede all’art.
26 in linea generale, per tutte le società costituite in Cina
(ivi incluse le società cinesi ad investimento estero), il
requisito minimo di capitalizzazione pari a 30.000 Rmb (circa
3.000 €). Risulta pertanto notevolmente ridotta la soglia
rispetto a quelle in vigore fino al 2005, pari a 500.000,
300.000 e 100.000 Rmb, differenziate in relazione all’ambito di
attività della società in questione (produzione, vendita
all’ingrosso o al dettaglio e servizi).Poiché la
Legge sulle società fa salve eventuali normative specifiche
vigenti, la soglia dei 30.000 Rmb può risultare più elevata in
alcune aree geografiche e per determinati settori.
Possono le società ad investimento estero svolgere
attività commerciali?
In
ossequio agli impegni assunti con l’adesione alla WTO, la Cina
ha aperto il settore della distribuzione alle società ad
investimento estero: adesso, pertanto, anche le
Foreign Invested
Enterprises (FIE) sono
ammesse a svolgere attività di agenzia, vendita all’ingrosso,
vendita al dettaglio e franchising
(cfr.
Misure sull’amministrazione degli
investimenti esteri nel settore commerciale). I
requisiti minimi di capitalizzazione per le FIE che operino in
questi settori sono stati equiparati a quelli stabiliti per
tutte le società cinesi.
Come procurarsi in Cina un terreno ad uso
industriale?
Poiché la proprietà del suolo in Cina è statale o collettiva, è possibile acquistare esclusivamente un semplice diritto d’uso del terreno Land Use Right.
In base alla Legge sull’amministrazione del suolo, è possibile acquistare il diritto d’uso direttamente dalle autorità cinesi – presentando richiesta al locale Land Administration Bureau
– oppure sul mercato (secondo le modalità dell’asta o della negoziazione presso il land use right exchange market dal legittimo titolare di un diritto d’uso del suolo, il quale può trasferirlo nei limiti della durata prevista nell’originaria concessione da parte delle autorità cinesi.
Occorre, in ogni caso, considerare che negli investimenti in forma di Joint Venture, il diritto d’uso rientra generalmente nei conferimenti operati dal partner cinese.
È possibile e a quali condizioni ottenere
finanziamenti bancari in Cina?
Sia
imprese che individui possono ottenere finanziamenti bancari. Ai
cittadini stranieri è richiesta la residenza nella località
presso la quale è sita la banca. Alle imprese è invece
generalmente richiesto di avere un deposito presso la banca
erogatrice del mutuo, il rilascio di garanzie reali o altre
forme di garanzia e di sottoscrivere un rapporto sullo studio di
fattibilità del progetto. Gli standard generali riguardo ai
tassi di interesse, alla durata dell’ammortamento del prestito,
alle penali applicabili e altre condizioni sono dettati dalla
Banca Popolare di Cina (People’s Bank of China, PBOC).
Come si computa la base imponibile per le società
straniere (Foreign
Enterprises, FE) o ad investimento straniero (Foreign
Invested Enterprises,
FIE)?
La base
imponibile dovrà essere calcolata alla stregua dei criteri
individuati dall’art. 10 del
Regolamento di attuazione della
Legge sulle imposte sul reddito delle FIE e delle FE,
che opera una distinzione tra società produttive, società di
servizi e società di commercio:
- Società produttive:
ricavi
(derivanti dalla vendita dei prodotti) + altri ricavi diretti +
sopravvenienze attive – spese non operative;
- Società di commercio: ricavi
(derivanti dalla vendita) + ricavi (derivanti dalle altre
attività) + sopravvenienze attive – spese non operative;
- Società di servizi: ricavi
netti + sopravvenienze attive – spese non operative.
Vi sono materie non arbitrabili secondo la legge
cinese?
Sì: alla
luce dell’art. 3
Legge sull’arbitrato,
sono considerate non arbitrabili le controversie in materie di
successioni e diritto di famiglia. Inoltre, l’art. 2 della Legge
sull’arbitrato esclude che possano essere risolte da arbitri le
controversie tra soggetti di non eguale status (ad esempio,
ricorsi contro la Pubblica Amministrazione e controversie tra
lavoratore e datore di lavoro).
È possibile acquisire società cinesi?
Sì, negli
ultimi anni la legislazione cinese ha gradualmente ammesso
l’acquisizione di aziende pubbliche e private cinesi e la loro
trasformazione in imprese a investimento estero. In caso di
società statali, la legge impone una serie di vincoli
finalizzati a evitare le svendite sottocosto (cfr.
Interim Provisions on M&A of
Domestic Enterprises by Foreign
Investors).
II
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